9 Mag
Circa 60.000 le persone presenti alla 59a edizione della manifestazione gastronomica realizzata, anche quest’anno, dalla Pro Loco di Camogli col contributo di Friol
Camogli (Ge)- Nata nel 1952 per volontà di una ventina di pescatori locali, ritorna a Camogli la tradizionale e amatissima Sagra del Pesce. Famosa per dispensare gratuitamente pesce fritto di qualità e per l’impressionante maxi padella impiegata (pesa ben 26 quintali e ha un diametro di tre metri e ottanta centimetri), si riconferma ancora una volta come uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’anno. Organizzata dal Comune, dalla Pro loco di Camogli e sponsorizzata da Friol, assicura festa, spettacolo e una bella “scorpacciata” di pesce saporito e croccante per tutti.
Nonostante il vento e la pioggia battente delle prime ore della mattinata non lasciassero ben sperare, già dalle 9.30 Piazza Colombo ha iniziato ad accogliere i primi turisti arrivati con i pulman da tutto il centro nord: con gli ombrelli spiegati e una pazienza certosina hanno iniziato ad attendere, davanti al “mitico” padellone, la loro agognata porzione di fritto.
Dopo i primi momenti di incertezza, durante i quali si è anche pensato di sospendere la manifestazione, gli organizzatori e i volontari della Pro Loco hanno sapientemente preso in mano la situazione: in poche decine di minuti hanno protetto il padellone con un maxi telo cerato e iniziato a scaldare l’olio in sicurezza, mentre il parroco Don Ezzelino Barberi, (verso le 10.30) per non smentire la tradizione ha benedetto il gigantesco padellone.
È seguito il saluto del Sindaco Italo Mannucci che non ha mancato di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione, in particolare i volontari della Pro Loco, i pescatori e il main sponsor Friol.
Intorno alle 11.30, un po’ in ritardo rispetto alla consueta tabella di marcia, a causa del maltempo, è iniziata l’attesissima prima distribuzione, con i turisti un pò infreddoliti ma tutto sommato sereni e soddisfatti per non avere perso neanche quest’anno l’occasione di aggiudicarsi la loro porzione di pesce dorato e croccante.
Circa 30 quintali di pesce azzurro offerti dalla Cooperativa Pescatori di Camogli e dalla ditta Martini sono stati fritti ad arte in oltre 3.000 litri di olio Friol, nello speciale maxi padellone. 150 i chili di farina impiegati, 298 i chili di limoni: sono gli altri numeri impressionanti di questa manifestazione che non cessa mai di stupire.
Più di 60.000 le persone intervenute nei giorni della manifestazione gastronomica che, per il decimo anno consecutivo, ha visto quale main sponsor Friol - l’olio specifico per friggere che, grazie alla sua equilibrata composizione di oli, resiste alle alte temperature, consentendo di ottenere una frittura croccante e asciutta.
L’occasione, neanche a dirlo, è stata davvero ghiotta: le migliaia di ospiti provenienti da tutta Italia si sono messi pazientemente in fila per aggiudicarsi una delle circa 30.000 porzioni di pesce freschissimo e fritto ad arte, distribuito gratuitamente in più riprese grazie anche all’impegno dei molti volontari presenti.
Successo anche per la mostra dedicata alla storia e ai protagonisti dei falò, al Castel Dragone, e per lo splendido libro fotografico: “Camogli”, di Gianni Berengo Gardin promosso dal Comune col contributo di FRIOL, letteralmente andato a ruba.
Preso d’assalto anche lo stand gastronomico in Salita S. Fortunato.
Nonostante il maltempo, complice anche una leggera schiarita pomeridiana, la sagra ha rispettato le promesse e i turisti hanno lasciato Camogli in serata sazi, divertiti, e soddisfatti come accade ormai da quasi 60 anni.
4 Lug
Con la Birdcage 75th, basata sulla tradizione Maserati e sulla sua più avanzata meccanica e realizzata in collaborazione con Motorola, Pininfarina riprende il tema dell’auto da sogno pura, questa volta proposto in una sintesi della vision delle tre aziende: design esclusivo, DNA sportivo e innovazione tecnologica. Il felice connubio con Maserati, suggellato dal grande successo internazionale della Quattroporte, viene celebrato attraverso questa scultura hi-tech in movimento che evoca un nuovo contesto del futuro, immaginario ma possibile, e al tempo stesso rende omaggio alle forti e distintive caratteristiche del marchio del Tridente.
Soprannominata “birdcage” per la costruzione del suo telaio con tubi saldati in triangolazione, queste vetture sono veramente uniche grazie al telaio e alla meccanica lasciate a vista sotto inusuali e larghi parabrezza trasparenti anteriori. Il motore centrale inizialmente montato era un 4 cilindri da 260 CV poi sostituito dal V12 3000 in grado di sviluppare 320 cavalli a 8.200 giri/min., derivato dal prototipo della 350S e dalla 250F T2 Grand Prix. Oltre al quarto posto ottenuto alle 24 Ore di Le Mans, la Tipo 63 ottenne ottimi risultati nel 1961 con Walt Hangsen nelle corse americane, vincendo a Bridgehampton, a New York e la 500 Miglia di Elkhart Lake, nel Wisconsin.
Per sottolineare ulteriormente il patrimonio Maserati, grande cura è stata riposta nei dettagli, che contrastano la semplicità elegante della forma affusolata di questo gioiello. Il muso, che come nella Quattroporte contiene la tradizionale pianta trapezoidale Maserati, culmina nella grande bocca ovale fiancheggiata da bassi occhi orizzontali. La bocca aperta adornata con un grande tridente cromato nutre il radiatore montato centralmente e i condotti dei freni, e crea una sorta di ala dalla funzione aerodinamica. I fari, sviluppati in partnership con OSRAM Opto Semiconductors, prevedono una tecnologia LED per lampade frontali con modello OSTAR che è la prima omologata al mondo. I contenitori dei fari sono fresati in alluminio e hanno anche funzione di raffreddamento contro il calore intenso dei LEDs.
Nell’anno della celebrazione dei 75 anni della Pininfarina, Birdcage 75th ritorna dunque alla storica tradizione dei prototipi sportivi estremi che enfatizzavano il rinascimento italiano del car design, iniziato negli anni Cinquanta e protrattosi negli anni Sessanta e primi Settanta.
Quel periodo di ottimismo e sconfinata creatività ha prodotto alcune delle auto più belle e sorprendenti del mondo: mai prima il rapporto d’amore con la velocità e la bellezza era stato così abbondantemente espresso.
Sfidando coraggiosamente gli ideali estetici, quei prototipi sono stati esercizi di creatività e passione, liberi dalle regole e dalle limitazioni del contesto e delle considerazioni contemporanee. Si trattava di pure auto da sogno che evocavano immagini e sentimenti di un futuro utopistico.
http://www.pininfarina.com/